03 novembre 2007

Lezione 9 - MOTO ESTERIORE

Moto esteriore
di Alberto Tebaldi
Olio e acrilico tu tela cm 50x70 (2007)


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Moto esteriore V7

A distanza di 7 anni dalla mia prima pubblicazione, la ricerca artistica e didattica mi ha portato ad approfondire ulteriormente lo studio parallelo dell'Armonia musicale (jazz in particolare) e della Teoria del Colore e, conseguentemente, ad elaborare una lunga serie di grafici e dipinti sul tema dei Moti di tensione e distensione, studi culminati nella stesura del secondo libro didattico, fresco di pubblicazione...

Alberto Tebaldi
METODOLOGIE DI LINGUAGGIO MUSICALE (2001)
Teorie sul suono, sul colore e sulla forma applicate all’Armonia e all’Improvvisazione
Edizioni Musicali SINFONICA JAZZ (Nuova Carisch) + CD allegato


Alberto Tebaldi
MANUALE CREATIVO di CHITARRA JAZZ (2007)
Teorie sulla visione armonica di John Coltrane
NUOVE STRADE VERSO LA COMPRENSIONE DEL PENSIERO MUSICALE DI UNO TRA I PIU' CONTROVERSI E INNOVATIVI PERSONAGGI DEL XX SECOLO
Edizione NUOVA ARGOS


CADENZA SOSPESA IIm7 – V7

«...Il principio fondamentale della musica, antica e moderna, ruota intorno al concetto di tensione e distensione (o risoluzione, rilassamento), unico motivo per cui la musica si rigenera in se stessa attraverso il movimento, ovvero al passaggio tra queste due condizioni: di tensione, che equivale ad una condizione di moto, e di distensione, che equivale ad una condizione di stato (condizione statica). Personalmente preferisco utilizzare la definizione di moto interiore per il concetto di rilassamento e, per coerenza, moto esteriore per il concetto di tensione...»

(Estratti dal libro di Alberto Tebaldi METODOLOGIE DI LINGUAGGIO MUSICALE, 2001 SINFONICA JAZZ – Nuova Carisch)

Ciò che in questa lezione intendo proporvi è una ulteriore elaborazione sull'interazione tra universi percettivo/sensoriali, nella fattispecie cromatico e musicale.

Nella tavola (in basso) vengono evidenziate le caratteristiche cromatiche della tipica Cadenza II-V-I maggiore (generata dalla Tonalità maggiore).

IIm7
L'accordo IIm7, legato indissolubilmente alla forma geometrica del triangolo e al colore giallo (vedi lezioni precedenti) nasce dalla luce bianca (da un punto di vista 'sottrattivo'), o meglio, per dirlo con le parole di J.W.Goethe nel suo libro di inizi '800 LA TEORIA DEI COLORI, da un livello di torbidezza del 'colore bianco'.

V7
L'accordo V7, legato alla forma geometrica del quadrato e al colore rosso, rappresenta il punto di maggior tensione della Cadenza. Questo accordo è strettamente legato, per effetto di 'simultaneità' (vedi percezione visiva), al colore verde che ne rappresenta difatti il colore complementare. E' interessante ricordare che il colore verde identifica l'accordo v7sus4 (frigio) estrapolato dalla Tonalità minore relativa (Smn), accordo facente parte alla Cadenza ii-v-i minore relativa originaria (ii m7b5 - v7sus4 - i m7).

Imaj7
L'accordo Imaj7, legato alla forma geometrica del cerchio e al colore blu, nasce dall'oscurità o nero (anche in questo caso da un punto di vista 'sottrattivo'), o meglio da un livello di torbidezza del 'colore nero'.

«...E' evidente come il principio di Tensione e Distensione si concluda nell'equilibrio delle forze... è importante notare come i tre colori, in ordine di Cadenza, tendono inequivocabilmente al colore verde... i colori giallo e blu, posti agli estremi della Cadenza, richiamano (per effetto di mescolanza) il colore verde che, quindi, ne rappresenta la mediazione... Il colore verde, non a caso, viene da sempre associato alla Natura, alla fecondità, quindi alla vita. Il bianco e il nero, dal canto loro, regolano il ciclo vitale degli elementi...»

(Estratti dal libro di Alberto Tebaldi METODOLOGIE DI LINGUAGGIO MUSICALE, 2001 SINFONICA JAZZ – Nuova Carisch)

Nel dipinto ho voluto concentrarmi sulla tensione generata dall'accordo V7 (idealmente preceduto dall'accordo IIm7), evidenziando alcune 'zone cromatiche' al fine di aiutare nella lettura del quadro e nel comprendere come ogni singolo accordo porti in sé una naturale propensione ai restanti accordi della Cadenza in questione; questo perché non esiste tensione se non nel movimento alla risoluzione, così come non esiste distensione se non in direzione di una nuova tensione.

Sono sempre più convinto che suonare su una Cadenza II-V-I, sia da un punto di vista armonico che improvvisativo, comporti una conoscenza e una consapevolezza degli equilibri interni che condizionano la nostra percezione.

Questa mia ricerca vuol essere un piccolo contributo alla strutturazione e codificazione di quella 'Scienza dell'Arte' reclamata e 'divinizzata' per la prima volta da Vasilij Kandinskij nel Secolo scorso.

Per qualsiasi chiarimento sugli argomenti trattati potete contattarmi presso il mio indirizzo di posta elettronica
info@albertotebaldi.com

Grazie per l'attenzione...
Alberto Tebaldi

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